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Comune di Verona
Provincia di Verona
Regione del Veneto
Camera di Commercio di Verona
Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture

FAQ


IMPOSTE INDIRETTE
D:

La nostra impresa (una Srl), ha effettuato lavori riparazione su un tetto di un capannone di proprietà di una società per delle infiltrazioni d’acqua. La fattura va emessa in regime di reverse charge?


R: La risposta è affermativa. L'intervento descritto è tra quelli per cui risulta applicabile il regime del reverse charge, secondo le indicazioni fornite dall'agenzia delle Entrate nella circolare 14/E/2015. 

LAVORI PUBBLICI
D: TRANSITORIO E QUALIFICAZIONE SOA NELLA CATEGORIA VARIATA OG11

Durante il periodo transitorio del D.P.R. n. 207/2010 sono validi gli attestati nella categoria OG11, rilasciati ai sensi del D.P.R. n. 34/2000, qualora l’impresa non abbia provveduto ad effettuare la verifica triennale, ma solo il rinnovo del primo attestato, ai sensi del D.P.R. n. 207/2010, nell’altra categoria in cui era qualificata l’impresa ovvero la OG1?  

Il regime di proroga agisce anche sulla scadenza triennale dell’attestato?

R: RIFERIMENTI NORMATIVI: Artt. 75, comma 5, 77 comma 1 e 357 commi 12, 13, 14-bis e 16 del D.P.R. n. 207/2010.

RISPOSTA:  

Il combinato disposto dei commi 12, 13 e 16 dell’art 357 del Regolamento sui contratti pubblici, D.P.R. n. 207/2010, ha introdotto una prorogatio ope legis della naturale scadenza quinquennale delle attestazioni relative alle categorie che, rispetto alla previgente disciplina prevista dal D.P.R. n. 34/2000, sono “variate” nel loro contenuto (tra cui la OG11, ma anche OS2, OS7, OS8, OS12, OS18 e OS21). La prorogatio della scadenza naturale di queste attestazioni – che perdurerà fino al termine del periodo transitorio intercorrente tra la piena vigenza del D.P.R. n. 207/2010 e quella del D.P.R. n. 34/2000, ossia fino al 4 dicembre 2012 - non può, tuttavia, comportare un diverso regime giuridico delle regole che disciplinano la qualificazione (cfr. Com. Pres. AVCP 10/6/2011 e News Ance n. 1122 dell'8/7/ 2011). Ciò significa che tutte le attestazioni, incluse quelle in prorogatio, soggiacciono alle regole generali previste per l’efficacia delle attestazioni, tra cui l’obbligo di effettuare la verifica triennale, al cui superamento è legata la persistenza della validità dell’attestazione di qualificazione per altri due anni (art. 76, comma 5, del citato Regolamento). Ne consegue che la prorogatio non ha effetti sulla scadenza triennale intermedia dell’attestato SOA, ma solo sulla sua validità quinquennale. In ogni caso, nel periodo transitorio, e ai fini della partecipazione alle gare per appalti di lavori contenenti categorie “variate”, è irrilevante che la stessa impresa “Alfa” abbia ottenuto una nuova qualificazione in OG1 ai sensi del nuovo Regolamento. L’impresa “Alfa” deve, infatti, presentare nelle gare che richiedano entrambe le categorie (OG11 e OG1), sia il vecchio attestato in corso di validità, per la categoria variata, sia la nuova attestazione, per l’altra categoria (cfr. il c.d. regime di doppia attestazione). Da quanto sopra, ne consegue che nel caso di specie, la qualificazione nella categoria OG11 conseguita ai sensi D.P.R. n. 34/2000 non è valida, fino a che l’impresa “Alfa” non si sottoporrà alla verifica triennale, necessaria per il riscontro del mantenimento dei requisiti di qualificazione, e, quindi, indispensabile per la validità stessa dell’attestazione SOA. Tale attestazione avrà valore solo fino al 4 dicembre p.v. dopodiché l’impresa potrà concorrere alle gare di appalto solo con attestati in OG11 rilasciati ex D.P.R. n. 207/2010.

APPALTI
D: ASSIMILABILITÀ AL SUBAPPALTO DELLA FORNITURA E POSA IN OPERA DI BITUMI

A) La fornitura con posa in opera di conglomerato bituminoso è assimilabile al subappalto?

B) E, in questo caso, a cosa va incontro l’appaltatore per il superamento delle quote previste per il subappalto?

C) Tutte le imprese che eseguono opere di pavimentazione sono obbligate ad avere un impianto di bitumazione e macchinari per la posa in opera? 

R: RIFERIMENTI NORMATIVI: Artt. 118, commi 2, 8 e 11, e 122, comma 7 del d.lgs. n. 163/2006, codice dei contratti pubblici, nonché art. 170 del d.P.R. n. 207/2010, regolamento di esecuzione sui contratti pubblici.

La norma di riferimento per il subappalto è contenuta nell’art. 118 del D.Lgs. 163/2006 che distingue tra:

- contratti di subappalto in senso stretto (intesi come contratti derivati con cui l’appaltatore affida a terzi l’esecuzione, in tutto od in parte, dell’opera da esso assunta) sottoposti all’obbligo autorizzativo;  

- altri subcontratti  “assimilabili” (forniture con posa in opera e noli a caldo) che sono soggetti alla medesima disciplina del subappalto qualora ricorrano i presupposti previsti dal comma 11 del citato art. 118, ossia che il costo della manodopera incida più del 50% dell’importo del subcontratto e questo ultimo sia singolarmente superiore al 2% dell’importo dell’intera lavorazione, oppure sia superiore a 100.000 euro.

A tale proposito, sotto il profilo logico, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (delib. n. 108/2004) chiarisce che si applicano le disposizioni sui contratti di fornitura, nel caso in cui con un’obbligazione s’intenda conseguire una prestazione avente per oggetto una merce, un prodotto, che autonomamente soddisfano il bisogno per loro stessa natura. In questo caso, gli eventuali lavori di posa e installazione del bene fornito sono di carattere accessorio e strumentale rispetto all’uso dello stesso.   Il contratto di fornitura ad oggetto del quesito, oltre a presupporre una prestazione verosimilmente rientrante nei parametri previsti per i subcontratti “assimilabili” (e salvo riscontro contrario), si ritiene sia strettamente legato alla messa in opera del bitume che non ha “valenza di autonoma prestazione rispetto ai lavori”, ma è strumentale all’uso del bene oggetto del contratto (cfr. delibera Avcp cit.).
 
L’applicazione di conglomerato bituminoso integra, infatti, gli estremi dell’appalto dei lavori, poiché,come rilevato dalla stessa Autorità, con deliberazione n. 35 del 3 settembre 2008, questa è comprensiva di una serie di lavorazioni, tutt’altro che accessorie e/o complementari rispetto al bene fornito, riconducibili a lavori e in relazione alle quali si pone l’esigenza che siano eseguite da soggetti in possesso di idonea qualificazione nella categoria OG3 delle lavorazioni previste dall’allegato “A” del d.P.R. n. 34/2000. Ne discende che la fornitura e posa in opera di conglomerati bituminosi deve considerarsi sempre soggetta alla disciplina del subappalto, anche nel caso in cui l’incidenza della manodopera sia inferiore al 50%, non avendo il bitume di per sé, una specifica destinazione d’uso indipendente dalla posa in opera, necessitando, infatti, di essere steso e lavorato. In risposta al primo quesito, si può quindi affermare che il subcontratto in esame deve considerarsi un affidamento rientrante nella disciplina del subappalto. Pertanto, il concorrente ora affidatario, già all’atto dell’offerta, avrebbe dovuto indicare i lavori o le parti di opere che intendeva sub affidare in tal modo.  

Per quanto riguarda il secondo quesito, la quota parte subappaltabile, nei termini sopra detti, della categoria prevalente (nel caso specifico unica categoria prevista nella gara) è autorizzata dalla stazione appaltante nei limiti del 30% della stessa oppure del 20%, nel caso in cui quest’ultima abbia fatto ricorso alla procedura negoziata senza bando (art. 122, comma 7, del d.Lgs. n. 163/06 e Consiglio di Stato, Sez. V ‐ Sent. n. 5906 del 21.11.2007).   Il superamento di questa soglia o l’aumento della quota subappaltata, rispetto a quanto previsto all’atto dell’offerta, integra la fattispecie prevista dall'art. 21 della legge n. 646 del 1982. Tale norma vieta all'appaltatore di opera pubblica di cedere in subappalto o a cottimo l'esecuzione delle opere stesse o di una loro parte senza l'autorizzazione dell'"autorità competente", prevedendo, a carico del contravventore, la sanzione penale dell'arresto e dell'ammenda. Una tale disposizione ‐ che è inserita in una legge contenente anche norme di prevenzione di carattere patrimoniale per la lotta contro la criminalità organizzata e mafiosa  ‐  è chiaramente in funzione di tutela preventiva della collettività dall'ingerenza mafiosa (o della criminalità organizzata) nell'esecuzione di opere pubbliche. In mancanza di una tale preventiva autorizzazione, il contratto di subappalto di opera pubblica, o di parte di essa, è ‐  dunque ‐ in contrasto con una norma imperativa, e tale contrasto determina la nullità del contratto, ai sensi dell'art. 1418 cod. civ., che, appunto, sancisce la nullità (virtuale) dei contratti contrari a norme imperative, quando dalla legge ‐ come in questa previsione ‐ non sia diversamente disposto (Cass. Pen. Sez. II, sent. n. 11450/1997).   In risposta al terzo quesito, si evidenzia che, per la qualificazione nelle gare in cui è prevista la categoria OG3, non è necessario altro requisito oltre che la presentazione, assieme all’offerta, di un attestato SOA in corso di validità nella predetta categoria. Più in generale, né il possesso di macchinari specifici né, tanto meno, il possesso di un impianto di bitumazione sono richiesti per la qualificazione o, in sede di stipula del contratto, per l’esecuzione dell’opera.

E', tuttavia, scontato che per la realizzazione della pavimentazione stradale sia, comunque,necessario che l’impresa abbia la disponibilità di tutti i mezzi e materiali necessari per l’espletamento dell’incarico.  

LAVORI PUBBLICI
D: ENEL: MODIFICA CLAUSOLE CONTRATTUALI Polizze Fideiussorie ENEL Spa
R: RIFERIMENTI NORMATIVI Articolo 206 D.LGS. 163/2006

RISPOSTA:  

Con riferimento alla richiesta si ricorda, in primo luogo, che Enel Spa, in quanto soggetto operante nell'ambito dei settori speciali, non è tenuta al rispetto della disciplina in materia di garanzie e coperture assicurative contenuta nell'ambito del codice degli appalti. Infatti, nessuna delle norme riguardanti tale tematica, ed in particolare gli articoli 75 (cauzione provvisoria) 113 (cauzione definitiva) e 129 (garanzie assicurative per i lavori pubblici,); richiamata dall'articolo 206 del codice, tra le disposizioni applicabili ai contratti pubblici stipulati nell'ambito dei settori speciali. Ciò comporta che, in linea generale, per i soggetti operanti in tale ambito, la disciplina sulle garanzie fideiussorie trova quale unica fonte di regolamentazione la lex specialis della gara, nella quale la stazione appaltante può discrezionalmente decidere se intenda recepire la normativa prevista per i settori ordinari, in ossequio al comma 3 dell'articolo 206;ovvero prevedere una regolamentazione ad hoc. Per quanto riguarda specificamente Enel spa, risulta adottato nel 2011 il nuovo Capitolato d'Appalto il quale, all'articolo 13, contiene la disciplina delle polizze assicurative, che comprendono: ‐ una polizza per Responsabilità civile del datore di lavoro verso i propri dipendenti e/o comunque incaricati nell'esecuzione delle prestazioni, con massimale pari a 15 milioni per evento/anno, una polizza per Responsabilità civile verso terzi, con massimale pari a 10 milioni sinistro/anno. La norma prevede, inoltre, che l'appaltatore si obbliga ad inserire nell'ambito dei contratti con i propri subappaltatori la richiesta di analoghe polizze a loro carico. L'importo dei massimali risulta indubbiamente elevato e, dunque, critico soprattutto per i subappaltatori che, in quanto imprese di minori dimensioni, spesso non hanno requisiti strutturali sufficienti ad accedere a polizze di tale portata.
Il problema è noto in ANCE ed, in particolare, è seguito dall’ANICLE, che è una Associazione Nazionale di settore, collegata ad Ance, costituita tra imprese costruttrici di linee elettriche. ANICLE sta, infatti, portando avanti un lavoro di confronto con Enel finalizzato ad evidenziare alcune criticità presenti nella disciplina del Capitolato, tra le quali rientra il problema delle polizze.
Pertanto, sarà nostra cura monitorare la questione e fornirvi ogni eventuale aggiornamento che dovesse intervenire su tale problema.

LAVORI PUBBLICI
D: DIVIETO DI INTESTAZIONE FIDUCIARIA

Nel caso di un’impresa A che  ceda il 10% delle sue quote ad altra impresa B, la quale,  a sua volta,  intesti fiduciariamente la propria partecipazione alla fiduciaria C:

A) Ai fini della partecipazione ad una gara d’appalto pubblico i rapporti tra la società A e B e la fiduciaria C come si conciliano con l’art. 38 comma 1 lett D) del codice dei contratti?

B)Le identità dei fiducianti devono essere comunicati alle amministrazioni appaltanti?

R: RIFERIMENTI NORMATIVI Art 38, 1 dlgs 163/2006, Art. 17 L 19 marzo 1990 n. 55


RISPOSTA  

Ai sensi dell’art. 38 comma 1 lett.d) del d.lgs 163/2006, la violazione del divieto di intestazione fiduciaria costituisce causa d’esclusione del soggetto dalla gara a meno che tale intestazione sia stata effettuata nei confronti di una società autorizzata a norma della legge 23 novembre 1939, n. 1966, con la condizione che tale società fiduciaria   provveda entro trenta giorni, su richiesta dell’aggiudicatario,a comunicare al soggetto aggiudicatore l’identità dei fiducianti. Ciò risulta dal combinato disposto del comma 1 lett. d) del citato art. 38  e  dell’articolo 17 della legge 19 marzo 1990 n. 55 (come novellato dall’articolo 9, comma 63, della legge n. 415 del 1998),  a norma del quale “sono vietate intestazioni ad interposte persone(…… ) salvo le intestazioni a società fiduciarie autorizzate ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966, a condizione che queste ultime provvedano,entro trenta giorni dalla richiesta effettuata dai soggetti aggiudicatari, a comunicare alle amministrazioni interessate l'identità dei fiducianti”.   Tale disciplina risulta applicabile anche in caso d'intestazione fiduciaria di quote di partecipazione societaria, ove l'interposto, per via del negozio fiduciario, è tenuto ad esercitare, in nome proprio e nell’interesse del fiduciante, i diritti connessi alla qualifica di socio, in misura proporzionale alla partecipazione posseduta, venendo dunque in rilievo l’esigenza dell’amministrazione appaltante all’effettiva  conoscenza dei soggetti aggiudicatari di contratti pubblici. Si ricorda, inoltre, che ai fini della partecipazione di entrambe le società ad una medesima procedura di gara l’intestazione di quote ad una società fiduciaria non è idonea ad eliminare gli obblighi connessi alla presenza tra le stesse di una eventuale situazione di controllo ex art. 2359 c.c., che può sussistere anche possedendo una partecipazione del capitale minoritaria.   In tale ipotesi, l’art 38, comma 1 lett m‐quater) del codice dei contratti sanziona con l’esclusione ilconcorrente che si trovi, rispetto ad un altro partecipante alla stessa gara, in situazioni di controllo ex art. 2359 c.c. qualora tale situazione comporti l’imputabilità delle offerte presentate ad un unico centro decisionale ( art. 38 comma 1 lett. m‐quater). Per ovviare a ciò le società partecipanti alla medesima gara dovranno allegare all’offerta la dichiarazione di cui all’art. 38 comma 2, che nel caso di specie dovrebbe consistere nella dichiarazione di cui alla lettera c), ossia di essere a conoscenza della partecipazione alla gara di soggetti in situazione di controllo ex art. 2359 c.c.  e di aver formulato l’offerta in modo autonomo.  

LAVORI PUBBLICI
D: AVVALIMENTO NELLA PROCEDURA NEGOZIATA

E’ possibile invitare ad una procedura negoziata senza bando un’impresa
priva di qualificazione che ricorrerà per formulare l’offerta all’istituto
dell’avvalimento?

R: RIFERIMENTI NORMATIVI Artt. 57, comma 6, 49 e 62, comma 5 del D.Lgs n. 163/2006, codice dei contratti pubblici. Anzitutto, va considerato che l'articolo 49, in tema di avvalimento, non contiene alcun divieto in merito alla sua utilizzazione nelle procedure negoziate senza bando. Tuttavia, va altresì rilevato che, ai sensi dell'articolo 57, comma 6 del codice dei contratti la stazione appaltante dovrebbe individuare gli operatori economici da consultare sulla base di informazioni riguardanti “le caratteristiche di qualificazione economico finanziaria e tecnico organizzativa desunte dal mercato”.  Da ciò si dovrebbe dedurre che, in linea di principio, per tali procedure,  i criteri di scelta del possibile contraente dovrebbero essere posseduti già "a monte" dell'invito.   A ciò si aggiunga che l'articolo 62, comma 5, del Codice dei contratti dispone per le stazioni appaltanti il divieto di “invitare candidati che non hanno i requisiti richiesti”. Da quanto sopra consegue che dovrebbe darsi preferibilmente prevalenza al principio che impone alla stazione appaltante di invitare alle procedure negoziate senza bando soggetti qualificati ex se, in virtù di una sua maggiore aderenza al criterio di buona amministrazione, di cui all'art. 97 della Costituzione. Va tuttavia considerato che il quesito posto non può avere una univoca risposta, stante la nota portata generale dell'utilizzazione dell'istituto dell'avvalimento e considerata l'assenza di precedenti giurisprudenziali consolidati sul punto.

ATTIVITÀ EDILIZIA
D:

In fase di predisposizione di un cantiere edile, è obbligatoria la messa a terra anche del ponteggio?


R: La messa a terra del ponteggio non sempre è obbligatoria.
Tuttavia, la non necessità deve essere comprovata da un'apposita relazione da parte di un tecnico abilitato (ad esempio, un perito industriale).

TESTO UNICO SICUREZZA
D: La visita medica preventiva, introdotta dal Dlgs 81/2008, in caso di attività lavorativa considerata pericolosa dalla normativa sulla sicurezza, deve essere effettuata prima dell’inizio dell’attività lavorativa o può essere effettuata anche qualche giorno dopo? Nel caso venga effettuata successivamente all’assunzione, sono previste sanzioni?

R: La visita medica preventiva di cui all’articolo 41, comma 2, lettera a) del Dlgs n. 81/2008, intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato, al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica, è effettuata di regola dopo l’assunzione, ma prima dell’inizio dell’attività lavorativa. In caso di inosservanza, è prevista la sanzione dell’arresto fino a due mesi o dell’ammenda da 1.000 a 4.500 euro.


CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
D: Come funziona la regolamentazione del servizio mensa per gli operai prevista dal CCNL Edilizia Industria 20 maggio 2004?
R: Tale disciplina è regolamentata dettagliatamente dall'art. 8 del Contratto Collettivo di Lavoro per provincia di Verona. Tale articolo prevede che nel caso l'impresa non fornisca il servizio mensa odebba pagare ai lavoratori un'indennità sostitutiva di mensa pari a euro 5,29.

CONVENZIONI
D: Ance Verona ha in corso convenzioni con istituti di credito specializzati nella cessione del credito?
R: Il Consiglio Direttivo di Ance Verona Costruttori Edili ha deliberato di aderire alla convenzione presentata da Neafidi a favore delle imprese Associate.
L’oggetto dell’accordo è la possibilità per le imprese Associate di accedere ad uno strumento di finanziamento dell’attività di impresa denominato “factoring”, tramite BANCA IFIS.
In un contesto economico caratterizzato da una crescente difficoltà (e onerosità) di accesso al credito, le imprese trovano nel factoring una valida risposta alle proprie esigenze di liquidità e gestione aziendale, avvalendosi, di fatto, delle garanzie di solvibilità del proprio cliente per ottenere nuovi affidamenti e, soprattutto, lasciando intatti i fidi bancari già in essere.
Il factoring è un contratto che consente alle imprese di trasferire i propri crediti commerciali presenti e futuri, limitatamente nel tempo e a titolo oneroso, ad una società specializzata, ottenendone in cambio la gestione, l’incasso e, a seconda del tipo di contratto, l'anticipo (di norma l’80% del totale fattura).
Gli Uffici di Ance Verona (rif.Dott.Alberto Rossi) sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.