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Disciplina delle società non operative: gli immobili sfitti vanno classificati nell'attivo circolante

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 2785 del 5 febbraio 2021 ha stabilito che le unità immobiliari sfitte di un complesso immobiliare composto da più unità abitative, devono essere iscritte tra le rimanenze o non tra le immobilizzazioni con la conseguente irrilevanza ai fini del computo dei ricavi presunti per il test di operatività di cui all'art. 30 della L. 724/94.
Nello specifico la pronuncia della Suprema Corte evidenzia come sia errato ritenere che l'intero immobile, con quattro unità sfitte a disposizione su un totale di tredici, debba essere allocato in bilancio tra le immobilizzazioni.
Sulla base di corretti principi contabili è necessario, infatti, tenere distinte le unità abitative oggetto di locazione, da includere tra immobilizzazioni, dalle unità abitative non locate che rappresentano, invece, immobili merce, da classificare contabilmente come rimanenze.



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