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Vizi dell’opera, differenze tra compravendita e appalto

La Cassazione ha precisato che l’acquisto di un immobile da un costruttore è una compravendita e non un appalto, e la circostanza in cui il venditore sia anche il costruttore del bene compravenduto non vale ad attribuirgli le veste di appaltatore nei confronti dell’acquirente e a quest’ultimo la qualità di committente.
In sostanza, l’acquisto di un immobile da un costruttore è una compravendita, non un appalto: la differenza è sostanziale ai fini di stabilire con certezza i tempi utili per far valere la garanzia in caso di vizi dell’opera, visto che nelle compravendite il termine per agire e ottenere un risarcimento per i vizi dell’opera è di 8 giorni dalla scoperta, mentre nell’appalto è di 60 giorni.
Se nell’immobile non vengono riscontrati vizi, ma difetti tali da causarne la rovina, la garanzia ha una durata di dieci anni sia che si tratti di compravendita che di appalto; in questi casi bisogna sempre fare riferimento all’articolo 1669 del Codice civile che, pur rientrando nel capitolo degli appalti, si applica anche alle compravendite immobiliari.
Nel caso esaminato dalla Corte, i difetti di costruzione per i quali è stato riconosciuto il diritto al risarcimento (pur trattandosi di compravendita) causavano problemi di deflusso delle acque e rischi per gli abitanti dell’immobile.


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