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Mancata autorizzazione da parte della UE all’estensione del reverse charge alle prestazioni dei consorziati ai consorzi negli appalti pubblici - comunicazione Commissione Europea n. COM (2018) 484 del 21 giugno 2018

La Commissione europea, con comunicazione al Consiglio UE datata 21 giugno 2018, ha espresso il proprio diniego al rilascio dell'autorizzazione alla misura di deroga richiesta dall'Italia in merito all'estensione del reverse charge alle prestazioni rese dai consorziati nei confronti dei consorzi che operano in appalti pubblici emettendo fatture in split payment. La citata autorizzazione, ai sensi dell'art. 395 della direttiva 2006/112/CE, è stata richiesta dallo Stato italiano ai fini dell'applicabilità dell'art. 17 co. 6 lett. a-quater del DPR 633/72 (introdotto con L. 208/2015), il quale dispone il meccanismo del reverse charge per le prestazioni di servizi rese dalle imprese consorziate nei confronti del consorzio di appartenenza che si è reso aggiudicatario di una commessa nei confronti di un ente pubblico al quale il predetto consorzio emette fattura in applicazione dello split payment. Tale disposizione, come indicato anche nella circ. Agenzia delle Entrate 20/2016, ha la finalità di evitare il formarsi di uno strutturale credito IVA in capo ai consorzi che, in ragione delle operazioni attive in split payment, non addebitano l'IVA in rivalsa. Come detto, però, la norma costituisce una deroga rispetto alla direttiva in materia di IVA e, dunque, rimane inefficace in assenza del rilascio di un'apposita autorizzazione da parte degli organi dell'Unione Europea.


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