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Appalti Pubblici legge bilancio 2019, le province «rinascono» come stazioni appaltanti uniche (nei lavori)

l Ddl di Bilancio 2019, in appena quattro righe, dice due cose. In primo luogo, definisce il grado ottimale di aggregazione degli appalti; spiega, cioè, a quale livello della macchina amministrativa bisogna concentrare la domanda di appalti, per ridurre il numero di centri di costo in Italia. Questo livello è quello di Province e Città metropolitane. Ancora più importante, però, è il secondo punto, che obbliga i Comuni non capoluogo a fare ricorso alle stazioni uniche appaltanti costituite presso Province e Città metropolitane «per gli appalti di lavori pubblici», sopra la soglia fissata dalla legge a 150mila euro. La combinazione di questi due elementi porta, allora, gli uffici delle Province a diventare uno snodo strategico di migliaia di procedure. Nel disegno del codice appalti, così riformato, le Regioni saranno l’hub di aggregazione di servizi e forniture (soprattutto in ambito sanitario), mentre le Province diventeranno strategiche sul fronte dei lavori. Con una conseguenza: negli uffici provinciali potrebbe servire, addirittura, una campagna di assunzioni di tecnici specializzati.


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