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Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture

Appalti Pubblici – per Anac i concessionari eludono l’obbligo di gara 60-40

Con l’atto di segnalazione n.4 del 17 ottobre 2018, Anac ha segnalato al Governo e al Parlamento la presenza di fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa di settore. L’A.N.AC. ha svolto una ampia attività di vigilanza tra i Concessionari pubblici, quale soggetto deputato a svolgere “nuove” funzioni di monitoraggio e vigilanza. Tale analisi ha fatto registrare una serie di fenomeni potenzialmente sintomatici di singolari criticità e anomalie. In particolare, l’art. 177, co. 1, del D.lgs. n. 50/2016 prevede che i titolari di concessioni di lavori, servizi o forniture non affidate con la formula della finanza di progetto, ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica, sono obbligati a esternalizzare l'80% dei nuovi contratti, residuando la possibilità di eseguire direttamente solo il 20% delle prestazioni in favore di imprese controllate e/o collegate. Con il nuovo Codice tali percentuali sono state riviste, per i soli concessionari autostradali, ad un 60% con obbligo di gara e 40% in-house. Sono state riscontrate notevoli divergenze tra l’obbligo normativo dei contratti da affidare all’esterno e la percentuale di lavori che le concessionarie hanno svolto per conto proprio. Da qui la sollecitazione a Governo e Parlamento ad agire su tre fronti: sollecitare l’affidamento con gara delle concessioni scadute; richiamare i concessionari al dovere di rispettare «i limiti percentuali previsti dall'art.177 del Codice»; «richiamare, altresì, l'attenzione dei Concedenti a rivisitare le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari come, peraltro, disciplinato nelle linee guida n. 11 del 2018 e, più in generale, nelle linee guida n. 9 del 2018 (monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato)».


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